Vai al contenuto principale
Rappresentazione visiva dell'articolo: Midterm Usa, il voto che ridisegna Washington e scuote i mercati

Nelle elezioni di metà mandato del 3 novembre i Democratici hanno conquistato il controllo sia della Camera sia del Senato, un chiaro segnale di scontento verso la presidenza Trump. Lo scrutinio non è ancora concluso in tutti i collegi: al Senato restano da assegnare, tra gli altri, i seggi di Alaska e Mississippi.Al Senato i Democratici hanno superato la soglia dei 51 seggi necessari alla maggioranza, con 53-54 senatori a seconda delle proiezioni. Tra i risultati simbolici c'è il Kansas, dove non veniva eletto un senatore democratico dal 1932, e il Texas, con la vittoria di James Talarico. Tra i governatori, i Democratici hanno strappato ai Repubblicani anche Texas, Georgia e Ohio.Donald Trump ha dichiarato di essere pronto ad accettare il risultato e di voler collaborare con i Democratici, ma ha anche ricordato di avere il potere di veto: per superarlo servono i due terzi di entrambe le Camere.


Il nuovo Congresso si insedierà il 3 gennaio 2027. Tra le ragioni della sconfitta, i commentatori indicano il costo della vita e la guerra in Iran.Sui mercati la reazione è stata marcata. Piazza Affari ha chiuso in rialzo del 2,18%, a 51.031 punti, e a Wall Street il Dow Jones è salito di oltre il 3%, fino a 53.356 punti. Il dollaro è sceso ai minimi da un mese, l'oro ha superato i 4.000 dollari l'oncia, il rendimento del Treasury decennale si è portato intorno al 4,9% e il petrolio ha lasciato sul terreno tra il 6% e l'8%, a seconda dei contratti.Sotto pressione sono finiti i titoli legati all'intelligenza artificiale e ai data center: a Milano Prysmian ha perso il 6,91% e STMicroelectronics il 5,13%, nel timore di una maggiore attenzione del nuovo Congresso su regole e infrastrutture del settore.


Per gli analisti, un Congresso diviso potrebbe limitare le misure più aggressive e ridurre il rischio di nuove tensioni fiscali.Il quadro, tuttavia, non è privo di incognite. Lo stallo legislativo può rendere più difficili anche le riforme economiche, il debito pubblico americano supera i 40.000 miliardi di dollari e il Congresso non ferma automaticamente i dazi. Gli effetti su dollaro e rendimenti, poi, dipenderanno soprattutto da tassi e crescita, e i risultati definitivi potrebbero ancora cambiare nei seggi non assegnati.


DC


  1. Fonti
  2. Sky TG24
  3. Euronews
  4. Il Post
  5. Virgilio
  6. Teleborsa
  7. Economy Magazine

Disclaimer: le informazioni contenute in questo articolo sono ritenute corrette in quanto tratte da fonti attendibili, ma non se ne garantisce l'esattezza e non ci si assume alcuna responsabilità per eventuali errori o per l'uso che ne venga fatto. Il contenuto ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza né raccomandazione di investimento.

Ufficio

Corso Monforte 34

20122, Milano

Via Bengasi 1

13900, Biella

Email

Mostra indirizzo email

Telefono

Mostra numero di telefono

Disclaimer

Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate da Dario Casetti e non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. Trattasi di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto (cfr. art 69, comma 1, punto c, Regolamento Emittenti Consob e considerando n.79 della direttiva Mifid 2006/73/CE), con lo scopo di offrire un supporto informativo e decisionale ai propri lettori e ai clienti mediante l’elaborazione di un flusso informativo di testi, dati, notizie, ricerche e analisi attraverso le varie pubblicazioni.

Partita Iva: 01853490025


Powered by

Logo Promobulls
Area riservata