Dario Casetti - Consulente finanziario
Il mondo sta cambiando repentinamente e io, con costante formazione multidisciplinare e un approccio analitico e concreto, sto cambiando con esso, offrendo al mio cliente una elevata personalizzazione del servizio e una qualità impeccabile, dotandomi talvolta del mio sapere, talvolta dei migliori strumenti tecnici disponibili, talvolta di team di professionisti che la Banca con la quale collaboro mi mette a disposizione.
Voglio essere, per coloro che me ne daranno l’opportunità, un consulente patrimoniale per ogni esigenza finanziaria, assicurativa e previdenziale, dalla più semplice alla più complessa. Sono a vostra disposizione per un colloquio conoscitivo negli ambienti accoglienti e confortevoli degli uffici di MILANO o di BIELLA, oppure, se lo preferite, comodamente a casa vostra o nel vostro ufficio.
I miei Numeri
- 86
clienti soddisfatti
- 98
ore annuali
- 312
tazze di caffè
I servizi
Pianificazione finanziaria
Risparmio gestito
Pianificazione successoria
Consulenza previdenziale
1. Prima di agire bisogna ascoltare
E' fondamentale comprendere esigenze e punto di partenza di ogni cliente
2. Trovo le migliori soluzioni
e le prospetto al cliente per una scelta consapevole dei propri investimenti
3. Monitorare, sorridere, crescere
Dopo aver preso la mira, quello che conta è fare centroLa Consulenza Finanziaria
Cambiano i sogni, i progetti e le passioni, cambiano le motivazioni personali e le esigenze e con esse cambiano anche i tuoi obiettivi finanziari. La vita è uno straordinario susseguirsi di eventi, un percorso in costante evoluzione.
Ci sono cose che, invece, non cambiano mai.
Come ad esempio il desiderio di proteggere i nostri cari, la volontà di migliorare, di progredire. Non cambia il senso di tranquillità quando ci affidiamo ad un professionista preparato che opera al nostro servizio, meglio di quanto avremmo potuto fare da soli.
Qualsiasi siano le tue esigenze voglio comprenderle a fondo e tradurle nelle migliori soluzioni per garantirti il tenore di vita che meriti. Partirò dai tuoi obiettivi e dopo uno studio approfondito li trasformerò in un progetto personalizzato, con cura sartoriale, condividendone con te ogni dettaglio, affinché tu possa prendere le tue scelte consapevoli nella massima tranquillità di chi ha affianco un professionista onesto che gli propone soluzioni di investimento pensate su misura.
Curriculum e formazione professionale
Dopo 11 anni presso il gruppo Azimut , nel 2011 sono passato a collaborare con Allianz Bank, gruppo bancario-assicurativo. Dal 2022 lavoro per la "boutique finanziaria" Euromobiliare Private banking (gruppo bancario Credem) , specializzata dal 1973 nel private banking, dividendomi tra le sedi di Milano e di Biella.
Mi occupo in particolare di asset allocation e della gestione dei patrimoni di clientela private, con competenze specifiche di pianificazione successoria, di fiscalitá , di corporate finance e di esigenze previdenziali.
Vivo a Milano, sposato con figli e sono appassionato di mac, di cinema e di subacquea, ma non disdegno gli sci nel periodo invernale oltre a qualche partita di squash con gli amici.
«Il rischio deriva dal non sapere cosa stai facendo.»
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IL BLOCCO
La bella istantanea e la nebbia sulla prossima fase
Previsioni titolo ENI

MILANO 27 aprile - Luci ancora su Eni dopo la diffusione dei conti del primo trimestre 2026 di venerdì scorso, periodo caratterizzato da uno scenario di incertezza nei mercati energetici e di volatilità dei prezzi.
Il gruppo aveva comunicato un calo del 9% dell’utile netto, a 1,071 miliardi di euro, rispetto allo stesso periodo del 2025 (1,172 miliardi).
L’Ebit proforma adjusted del trimestre è arrivato a 3,54 miliardi grazie alla solida performance della E&P e ai risultati stabili di GGP e dei satelliti della transizione. Utile netto adjusted di 1,3 mld con tax rate del 42,2% (47% nel trimestre 2025).
I risultati sono in crescita del 23% a livello di utile operativo su base sequenziale, mentre il confronto rispetto all’anno precedente è stato influenzato da effetti cambio sfavorevoli (apprezzamento EUR/USD dell’11%) e da proventi one-off registrati nel 2025.
Trattative guerra in stallo

I futures azionari statunitensi hanno puntato al ribasso lunedì, con gli investitori che si preparano a una settimana estremamente intensa che presenterà un’ondata di utili aziendali, importanti decisioni sui tassi di interesse delle banche centrali e potenziali sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran.
Alle 09:30 ora italiana, il contratto futures sul Dow era sceso di 86 punti, o dello 0,2%, i futures sull’S&P 500 erano scivolati di 8 punti, o dello 0,1%, e i futures sul Nasdaq 100 erano scesi di 19 punti, o dello 0,1%.
Bitcoin in calo

NEW YORK 27 aprile - Bitcoin è scivolato verso $77.000 lunedì dopo aver fallito nel sostenere un rally iniziale, mentre l’aumento dei prezzi del petrolio e le persistenti tensioni geopolitiche hanno pesato sul più ampio appetito per il rischio.
La più grande criptovaluta al mondo è stata scambiata in calo dello 0,7% a $77.581,7 alle 09:04 ora italiana, dopo aver brevemente toccato un massimo intraday di $79.461,7.
Bitcoin sta affrontando una forte resistenza intorno al livello chiave di $80.000, e il ritracciamento arriva dopo ripetuti rimbalzi vicino a $79.000.
Nvidia in potenziale rialzo

Gli analisti guidati da Vivek Arya sostengono che un programma di restituzione di capitale più aggressivo potrebbe ampliare la base di investitori del produttore di chip e contribuire a colmare un divario di valutazione che ritengono ingiustificato.
"L’aumento dei ritorni di capitale potrebbe segnalare sostenibilità, ampliare la base azionaria e contribuire a ridurre il divario di valutazione", hanno scritto gli analisti.
Report mercati finanziari 27 aprile
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dell'Atlantico. In Europa il clima e' stato pesante: lo STOXX 600 ha lasciato sul terreno il 2,54% trascinato dal
CAC 40 (-3,17%), dal FTSE 100 (-2,70%), dal FTSE MIB (-2,48%) e dal DAX (-2,32%). A pesare e' stato il
combinato disposto fra la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, lo stallo nei colloqui USA-Iran e una
congiuntura tedesca in peggioramento (l'Ifo di aprile e' sceso a 84,4, minimo dal maggio 2020). Hanno tenuto
meglio i settori difensivi come utility e telecom.
Negli Stati Uniti, al contrario, S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso venerdi a nuovi massimi storici
(rispettivamente 7.165 e 24.836), spinti da una stagione utili sopra le attese - in particolare dal balzo di Intel -
e dalle attese di una ripresa del dialogo con Teheran. Solo il Dow Jones e' rimasto leggermente in arretrato
(-0,4% nella settimana). YTD 2026 il quadro USA resta pero' ancora poco brillante (S&P 500 e Nasdaq
attorno alla parita').
In Asia il Nikkei 225 ha continuato la sua corsa toccando nuovi record sopra quota 59.700 (YTD oltre +16%),
supportato dalla narrativa pro-crescita del governo Takaichi; piu' debole Hong Kong (Hang Seng a 25.645,
-1% nella seduta), mentre Shanghai si e' mossa marginalmente sotto la parita'.
Sul fronte valute e materie prime, il dollaro si e' rafforzato con l'euro scivolato sotto 1,17 (minimo a due
settimane). L'oro, dopo aver toccato nuovi massimi, ha corretto del 3% chiudendo poco sopra 4.700 dollari
l'oncia (ma resta su livelli storicamente elevatissimi). Il petrolio WTI si e' assestato attorno a 94 dollari, con
forte volatilita' legata ai negoziati USA-Iran.
Sui tassi, il quadro e' stato relativamente stabile: l'Euribor 3 mesi e' praticamente fermo al 2,163%, mentre il
12 mesi e' salito al 2,735% (+4,8 pb), segnale che il mercato continua a scontare attese di politica monetaria
piu' caute della BCE. Sui governativi a 10 anni: BTP attorno al 3,80%, Bund al 2,99% (spread BTP-Bund in
area 80 pb, contenuto), Treasury USA al 4,31%.
Prospettive: nelle prossime settimane il fattore decisivo sara' l'evoluzione del dossier Iran. Una distensione
potrebbe far ripartire l'Europa (oggi molto scontata) e raffreddare il petrolio, dando ossigeno ai bond e
sostenendo l'euro. Sul fronte criticita' restano da monitorare: 1) la fragilita' della congiuntura tedesca, 2) il
rischio che un'ulteriore impennata del greggio riaccenda l'inflazione e blocchi i tagli BCE attesi, 3) la
divergenza valutativa tra USA (ai massimi storici) ed Europa, che potrebbe favorire rotazioni di portafoglio.
Per i clienti private suggerirei di mantenere una buona diversificazione geografica e settoriale, sovrappesare i
titoli difensivi e di qualita', e valutare con attenzione l'uso dell'oro come copertura tattica.
(*) YTD S&P 500 e Nasdaq: dato rilevato al 17/04/2026 da Wespath Weekly Newsletter
Stay tuned. DC
fonti : Financial lounge ,Advisor , Sole24 ore, Jp Morgan , Credem, Pictet AM, Equita sim, Blackrock , Euromobiliare Advisory SIM , Reuters, Wall Street Italia ,AXA e DNCA.
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DISCLAIMER - Documento di approfondimento che non costituisce offerta al pubblico di prodotti finanziari. I dati utilizzati scaturiscono da diverse fonti che si ritengono corrette ed attendibili ma non sono state verificate da terze parti indipendenti. La loro accuratezza e completezza non é garantita e non ci si assume alcuna responsabilitá per eventuali danni diretti o indiretti derivanti dall'utilizzo di tali informazioni.
dell'Atlantico. In Europa il clima e' stato pesante: lo STOXX 600 ha lasciato sul terreno il 2,54% trascinato dal
CAC 40 (-3,17%), dal FTSE 100 (-2,70%), dal FTSE MIB (-2,48%) e dal DAX (-2,32%). A pesare e' stato il
combinato disposto fra la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, lo stallo nei colloqui USA-Iran e una
congiuntura tedesca in peggioramento (l'Ifo di aprile e' sceso a 84,4, minimo dal maggio 2020). Hanno tenuto
meglio i settori difensivi come utility e telecom.
Negli Stati Uniti, al contrario, S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso venerdi a nuovi massimi storici
(rispettivamente 7.165 e 24.836), spinti da una stagione utili sopra le attese - in particolare dal balzo di Intel -
e dalle attese di una ripresa del dialogo con Teheran. Solo il Dow Jones e' rimasto leggermente in arretrato
(-0,4% nella settimana). YTD 2026 il quadro USA resta pero' ancora poco brillante (S&P 500 e Nasdaq
attorno alla parita').
In Asia il Nikkei 225 ha continuato la sua corsa toccando nuovi record sopra quota 59.700 (YTD oltre +16%),
supportato dalla narrativa pro-crescita del governo Takaichi; piu' debole Hong Kong (Hang Seng a 25.645,
-1% nella seduta), mentre Shanghai si e' mossa marginalmente sotto la parita'.
Sul fronte valute e materie prime, il dollaro si e' rafforzato con l'euro scivolato sotto 1,17 (minimo a due
settimane). L'oro, dopo aver toccato nuovi massimi, ha corretto del 3% chiudendo poco sopra 4.700 dollari
l'oncia (ma resta su livelli storicamente elevatissimi). Il petrolio WTI si e' assestato attorno a 94 dollari, con
forte volatilita' legata ai negoziati USA-Iran.
Sui tassi, il quadro e' stato relativamente stabile: l'Euribor 3 mesi e' praticamente fermo al 2,163%, mentre il
12 mesi e' salito al 2,735% (+4,8 pb), segnale che il mercato continua a scontare attese di politica monetaria
piu' caute della BCE. Sui governativi a 10 anni: BTP attorno al 3,80%, Bund al 2,99% (spread BTP-Bund in
area 80 pb, contenuto), Treasury USA al 4,31%.
Prospettive: nelle prossime settimane il fattore decisivo sara' l'evoluzione del dossier Iran. Una distensione
potrebbe far ripartire l'Europa (oggi molto scontata) e raffreddare il petrolio, dando ossigeno ai bond e
sostenendo l'euro. Sul fronte criticita' restano da monitorare: 1) la fragilita' della congiuntura tedesca, 2) il
rischio che un'ulteriore impennata del greggio riaccenda l'inflazione e blocchi i tagli BCE attesi, 3) la
divergenza valutativa tra USA (ai massimi storici) ed Europa, che potrebbe favorire rotazioni di portafoglio.
Per i clienti private suggerirei di mantenere una buona diversificazione geografica e settoriale, sovrappesare i
titoli difensivi e di qualita', e valutare con attenzione l'uso dell'oro come copertura tattica.
(*) YTD S&P 500 e Nasdaq: dato rilevato al 17/04/2026 da Wespath Weekly Newsletter
Stay tuned. DC
fonti : Financial lounge ,Advisor , Sole24 ore, Jp Morgan , Credem, Pictet AM, Equita sim, Blackrock , Euromobiliare Advisory SIM , Reuters, Wall Street Italia ,AXA e DNCA.
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DISCLAIMER - Documento di approfondimento che non costituisce offerta al pubblico di prodotti finanziari. I dati utilizzati scaturiscono da diverse fonti che si ritengono corrette ed attendibili ma non sono state verificate da terze parti indipendenti. La loro accuratezza e completezza non é garantita e non ci si assume alcuna responsabilitá per eventuali danni diretti o indiretti derivanti dall'utilizzo di tali informazioni.
dell'Atlantico. In Europa il clima e' stato pesante: lo STOXX 600 ha lasciato sul terreno il 2,54% trascinato dal
CAC 40 (-3,17%), dal FTSE 100 (-2,70%), dal FTSE MIB (-2,48%) e dal DAX (-2,32%). A pesare e' stato il
combinato disposto fra la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, lo stallo nei colloqui USA-Iran e una
congiuntura tedesca in peggioramento (l'Ifo di aprile e' sceso a 84,4, minimo dal maggio 2020). Hanno tenuto
meglio i settori difensivi come utility e telecom.
Negli Stati Uniti, al contrario, S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso venerdi a nuovi massimi storici
(rispettivamente 7.165 e 24.836), spinti da una stagione utili sopra le attese - in particolare dal balzo di Intel -
e dalle attese di una ripresa del dialogo con Teheran. Solo il Dow Jones e' rimasto leggermente in arretrato
(-0,4% nella settimana). YTD 2026 il quadro USA resta pero' ancora poco brillante (S&P 500 e Nasdaq
attorno alla parita').
In Asia il Nikkei 225 ha continuato la sua corsa toccando nuovi record sopra quota 59.700 (YTD oltre +16%),
supportato dalla narrativa pro-crescita del governo Takaichi; piu' debole Hong Kong (Hang Seng a 25.645,
-1% nella seduta), mentre Shanghai si e' mossa marginalmente sotto la parita'.
Sul fronte valute e materie prime, il dollaro si e' rafforzato con l'euro scivolato sotto 1,17 (minimo a due
settimane). L'oro, dopo aver toccato nuovi massimi, ha corretto del 3% chiudendo poco sopra 4.700 dollari
l'oncia (ma resta su livelli storicamente elevatissimi). Il petrolio WTI si e' assestato attorno a 94 dollari, con
forte volatilita' legata ai negoziati USA-Iran.
Sui tassi, il quadro e' stato relativamente stabile: l'Euribor 3 mesi e' praticamente fermo al 2,163%, mentre il
12 mesi e' salito al 2,735% (+4,8 pb), segnale che il mercato continua a scontare attese di politica monetaria
piu' caute della BCE. Sui governativi a 10 anni: BTP attorno al 3,80%, Bund al 2,99% (spread BTP-Bund in
area 80 pb, contenuto), Treasury USA al 4,31%.
Prospettive: nelle prossime settimane il fattore decisivo sara' l'evoluzione del dossier Iran. Una distensione
potrebbe far ripartire l'Europa (oggi molto scontata) e raffreddare il petrolio, dando ossigeno ai bond e
sostenendo l'euro. Sul fronte criticita' restano da monitorare: 1) la fragilita' della congiuntura tedesca, 2) il
rischio che un'ulteriore impennata del greggio riaccenda l'inflazione e blocchi i tagli BCE attesi, 3) la
divergenza valutativa tra USA (ai massimi storici) ed Europa, che potrebbe favorire rotazioni di portafoglio.
Per i clienti private suggerirei di mantenere una buona diversificazione geografica e settoriale, sovrappesare i
titoli difensivi e di qualita', e valutare con attenzione l'uso dell'oro come copertura tattica.
(*) YTD S&P 500 e Nasdaq: dato rilevato al 17/04/2026 da Wespath Weekly Newsletter
Stay tuned. DC
fonti : Financial lounge ,Advisor , Sole24 ore, Jp Morgan , Credem, Pictet AM, Equita sim, Blackrock , Euromobiliare Advisory SIM , Reuters, Wall Street Italia ,AXA e DNCA.
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DISCLAIMER - Documento di approfondimento che non costituisce offerta al pubblico di prodotti finanziari. I dati utilizzati scaturiscono da diverse fonti che si ritengono corrette ed attendibili ma non sono state verificate da terze parti indipendenti. La loro accuratezza e completezza non é garantita e non ci si assume alcuna responsabilitá per eventuali danni diretti o indiretti derivanti dall'utilizzo di tali informazioni.
Il ritiro del veto da parte di Ungheria e Polonia dovrebbe consentire di ratificare il bilancio UE di 1800 miliardi di euro, confermando l'erogazione dei fondi del piano di ripresa da 750 miliardi di euro a metà del prossimo anno. 1800 miliardi è anche più o meno l'importo totale del piano pandemico di riacquisto delle attività dopo gli ulteriori 500 miliardi annunciati giovedì da Christine Lagarde.
"Le campane della divisione hanno già suonato", ha confessato malinconicamente David Gilmour in High Hopes...
Stay tuned.
DC
fonti"Financial lounge ,Advisor , Pimco, Sole24 ore, Jp Morgan , Pictet, Blackrock e DNCA"
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dell'Atlantico. In Europa il clima e' stato pesante: lo STOXX 600 ha lasciato sul terreno il 2,54% trascinato dal
CAC 40 (-3,17%), dal FTSE 100 (-2,70%), dal FTSE MIB (-2,48%) e dal DAX (-2,32%). A pesare e' stato il
combinato disposto fra la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, lo stallo nei colloqui USA-Iran e una
congiuntura tedesca in peggioramento (l'Ifo di aprile e' sceso a 84,4, minimo dal maggio 2020). Hanno tenuto
meglio i settori difensivi come utility e telecom.
Negli Stati Uniti, al contrario, S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso venerdi a nuovi massimi storici
(rispettivamente 7.165 e 24.836), spinti da una stagione utili sopra le attese - in particolare dal balzo di Intel -
e dalle attese di una ripresa del dialogo con Teheran. Solo il Dow Jones e' rimasto leggermente in arretrato
(-0,4% nella settimana). YTD 2026 il quadro USA resta pero' ancora poco brillante (S&P 500 e Nasdaq
attorno alla parita').
In Asia il Nikkei 225 ha continuato la sua corsa toccando nuovi record sopra quota 59.700 (YTD oltre +16%),
supportato dalla narrativa pro-crescita del governo Takaichi; piu' debole Hong Kong (Hang Seng a 25.645,
-1% nella seduta), mentre Shanghai si e' mossa marginalmente sotto la parita'.
Sul fronte valute e materie prime, il dollaro si e' rafforzato con l'euro scivolato sotto 1,17 (minimo a due
settimane). L'oro, dopo aver toccato nuovi massimi, ha corretto del 3% chiudendo poco sopra 4.700 dollari
l'oncia (ma resta su livelli storicamente elevatissimi). Il petrolio WTI si e' assestato attorno a 94 dollari, con
forte volatilita' legata ai negoziati USA-Iran.
Sui tassi, il quadro e' stato relativamente stabile: l'Euribor 3 mesi e' praticamente fermo al 2,163%, mentre il
12 mesi e' salito al 2,735% (+4,8 pb), segnale che il mercato continua a scontare attese di politica monetaria
piu' caute della BCE. Sui governativi a 10 anni: BTP attorno al 3,80%, Bund al 2,99% (spread BTP-Bund in
area 80 pb, contenuto), Treasury USA al 4,31%.
Prospettive: nelle prossime settimane il fattore decisivo sara' l'evoluzione del dossier Iran. Una distensione
potrebbe far ripartire l'Europa (oggi molto scontata) e raffreddare il petrolio, dando ossigeno ai bond e
sostenendo l'euro. Sul fronte criticita' restano da monitorare: 1) la fragilita' della congiuntura tedesca, 2) il
rischio che un'ulteriore impennata del greggio riaccenda l'inflazione e blocchi i tagli BCE attesi, 3) la
divergenza valutativa tra USA (ai massimi storici) ed Europa, che potrebbe favorire rotazioni di portafoglio.
Per i clienti private suggerirei di mantenere una buona diversificazione geografica e settoriale, sovrappesare i
titoli difensivi e di qualita', e valutare con attenzione l'uso dell'oro come copertura tattica.
(*) YTD S&P 500 e Nasdaq: dato rilevato al 17/04/2026 da Wespath Weekly Newsletter
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dell'Atlantico. In Europa il clima e' stato pesante: lo STOXX 600 ha lasciato sul terreno il 2,54% trascinato dal
CAC 40 (-3,17%), dal FTSE 100 (-2,70%), dal FTSE MIB (-2,48%) e dal DAX (-2,32%). A pesare e' stato il
combinato disposto fra la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, lo stallo nei colloqui USA-Iran e una
congiuntura tedesca in peggioramento (l'Ifo di aprile e' sceso a 84,4, minimo dal maggio 2020). Hanno tenuto
meglio i settori difensivi come utility e telecom.
Negli Stati Uniti, al contrario, S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso venerdi a nuovi massimi storici
(rispettivamente 7.165 e 24.836), spinti da una stagione utili sopra le attese - in particolare dal balzo di Intel -
e dalle attese di una ripresa del dialogo con Teheran. Solo il Dow Jones e' rimasto leggermente in arretrato
(-0,4% nella settimana). YTD 2026 il quadro USA resta pero' ancora poco brillante (S&P 500 e Nasdaq
attorno alla parita').
In Asia il Nikkei 225 ha continuato la sua corsa toccando nuovi record sopra quota 59.700 (YTD oltre +16%),
supportato dalla narrativa pro-crescita del governo Takaichi; piu' debole Hong Kong (Hang Seng a 25.645,
-1% nella seduta), mentre Shanghai si e' mossa marginalmente sotto la parita'.
Sul fronte valute e materie prime, il dollaro si e' rafforzato con l'euro scivolato sotto 1,17 (minimo a due
settimane). L'oro, dopo aver toccato nuovi massimi, ha corretto del 3% chiudendo poco sopra 4.700 dollari
l'oncia (ma resta su livelli storicamente elevatissimi). Il petrolio WTI si e' assestato attorno a 94 dollari, con
forte volatilita' legata ai negoziati USA-Iran.
Sui tassi, il quadro e' stato relativamente stabile: l'Euribor 3 mesi e' praticamente fermo al 2,163%, mentre il
12 mesi e' salito al 2,735% (+4,8 pb), segnale che il mercato continua a scontare attese di politica monetaria
piu' caute della BCE. Sui governativi a 10 anni: BTP attorno al 3,80%, Bund al 2,99% (spread BTP-Bund in
area 80 pb, contenuto), Treasury USA al 4,31%.
Prospettive: nelle prossime settimane il fattore decisivo sara' l'evoluzione del dossier Iran. Una distensione
potrebbe far ripartire l'Europa (oggi molto scontata) e raffreddare il petrolio, dando ossigeno ai bond e
sostenendo l'euro. Sul fronte criticita' restano da monitorare: 1) la fragilita' della congiuntura tedesca, 2) il
rischio che un'ulteriore impennata del greggio riaccenda l'inflazione e blocchi i tagli BCE attesi, 3) la
divergenza valutativa tra USA (ai massimi storici) ed Europa, che potrebbe favorire rotazioni di portafoglio.
Per i clienti private suggerirei di mantenere una buona diversificazione geografica e settoriale, sovrappesare i
titoli difensivi e di qualita', e valutare con attenzione l'uso dell'oro come copertura tattica.
(*) YTD S&P 500 e Nasdaq: dato rilevato al 17/04/2026 da Wespath Weekly Newsletter
Stay tuned. DC
fonti : Financial lounge ,Advisor , Sole24 ore, Jp Morgan , Credem, Pictet AM, Equita sim, Blackrock , Euromobiliare Advisory SIM , Reuters, Wall Street Italia ,AXA e DNCA.
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DISCLAIMER - Documento di approfondimento che non costituisce offerta al pubblico di prodotti finanziari. I dati utilizzati scaturiscono da diverse fonti che si ritengono corrette ed attendibili ma non sono state verificate da terze parti indipendenti. La loro accuratezza e completezza non é garantita e non ci si assume alcuna responsabilitá per eventuali danni diretti o indiretti derivanti dall'utilizzo di tali informazioni.
dell'Atlantico. In Europa il clima e' stato pesante: lo STOXX 600 ha lasciato sul terreno il 2,54% trascinato dal
CAC 40 (-3,17%), dal FTSE 100 (-2,70%), dal FTSE MIB (-2,48%) e dal DAX (-2,32%). A pesare e' stato il
combinato disposto fra la persistente chiusura dello Stretto di Hormuz, lo stallo nei colloqui USA-Iran e una
congiuntura tedesca in peggioramento (l'Ifo di aprile e' sceso a 84,4, minimo dal maggio 2020). Hanno tenuto
meglio i settori difensivi come utility e telecom.
Negli Stati Uniti, al contrario, S&P 500 e Nasdaq hanno chiuso venerdi a nuovi massimi storici
(rispettivamente 7.165 e 24.836), spinti da una stagione utili sopra le attese - in particolare dal balzo di Intel -
e dalle attese di una ripresa del dialogo con Teheran. Solo il Dow Jones e' rimasto leggermente in arretrato
(-0,4% nella settimana). YTD 2026 il quadro USA resta pero' ancora poco brillante (S&P 500 e Nasdaq
attorno alla parita').
In Asia il Nikkei 225 ha continuato la sua corsa toccando nuovi record sopra quota 59.700 (YTD oltre +16%),
supportato dalla narrativa pro-crescita del governo Takaichi; piu' debole Hong Kong (Hang Seng a 25.645,
-1% nella seduta), mentre Shanghai si e' mossa marginalmente sotto la parita'.
Sul fronte valute e materie prime, il dollaro si e' rafforzato con l'euro scivolato sotto 1,17 (minimo a due
settimane). L'oro, dopo aver toccato nuovi massimi, ha corretto del 3% chiudendo poco sopra 4.700 dollari
l'oncia (ma resta su livelli storicamente elevatissimi). Il petrolio WTI si e' assestato attorno a 94 dollari, con
forte volatilita' legata ai negoziati USA-Iran.
Sui tassi, il quadro e' stato relativamente stabile: l'Euribor 3 mesi e' praticamente fermo al 2,163%, mentre il
12 mesi e' salito al 2,735% (+4,8 pb), segnale che il mercato continua a scontare attese di politica monetaria
piu' caute della BCE. Sui governativi a 10 anni: BTP attorno al 3,80%, Bund al 2,99% (spread BTP-Bund in
area 80 pb, contenuto), Treasury USA al 4,31%.
Prospettive: nelle prossime settimane il fattore decisivo sara' l'evoluzione del dossier Iran. Una distensione
potrebbe far ripartire l'Europa (oggi molto scontata) e raffreddare il petrolio, dando ossigeno ai bond e
sostenendo l'euro. Sul fronte criticita' restano da monitorare: 1) la fragilita' della congiuntura tedesca, 2) il
rischio che un'ulteriore impennata del greggio riaccenda l'inflazione e blocchi i tagli BCE attesi, 3) la
divergenza valutativa tra USA (ai massimi storici) ed Europa, che potrebbe favorire rotazioni di portafoglio.
Per i clienti private suggerirei di mantenere una buona diversificazione geografica e settoriale, sovrappesare i
titoli difensivi e di qualita', e valutare con attenzione l'uso dell'oro come copertura tattica.
(*) YTD S&P 500 e Nasdaq: dato rilevato al 17/04/2026 da Wespath Weekly Newsletter
Stay tuned. DC
fonti : Financial lounge ,Advisor , Sole24 ore, Jp Morgan , Credem, Pictet AM, Equita sim, Blackrock , Euromobiliare Advisory SIM , Reuters, Wall Street Italia ,AXA e DNCA.
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DISCLAIMER - Documento di approfondimento che non costituisce offerta al pubblico di prodotti finanziari. I dati utilizzati scaturiscono da diverse fonti che si ritengono corrette ed attendibili ma non sono state verificate da terze parti indipendenti. La loro accuratezza e completezza non é garantita e non ci si assume alcuna responsabilitá per eventuali danni diretti o indiretti derivanti dall'utilizzo di tali informazioni.
Il ritiro del veto da parte di Ungheria e Polonia dovrebbe consentire di ratificare il bilancio UE di 1800 miliardi di euro, confermando l'erogazione dei fondi del piano di ripresa da 750 miliardi di euro a metà del prossimo anno. 1800 miliardi è anche più o meno l'importo totale del piano pandemico di riacquisto delle attività dopo gli ulteriori 500 miliardi annunciati giovedì da Christine Lagarde.
"Le campane della divisione hanno già suonato", ha confessato malinconicamente David Gilmour in High Hopes...
Stay tuned.
DC
fonti"Financial lounge ,Advisor , Pimco, Sole24 ore, Jp Morgan , Pictet, Blackrock e DNCA"
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